25 novembre: Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne

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ANMI partecipa alla giornata che ricorda la lotta alla violenza sulle donne partecipando al Webinar che si terrà oggi stesso alle ore 18:30, che troverete sulla nostra pagina facebook, e portando alla luce alcuni dati che possano sensibilizzare a far si che al più presto possa essere cancellata questa giornata.

Violenza di genere presente anche nel mondo musulmano, come in tutto il mondo, nonostante, noi come tali, dovremo essere incentivati a non usare violenza e discriminazione contro le donne per come ci ha dato esempio la migliore delle creature che mai hanno calcato questa terra: il Profeta Muhammad, che Dio lo benedica.

Ma dai nostri dati, che sono solo una piccola porzione di quello che accade, perché le donne musulmane, purtroppo, sono costrette da questi mariti non certo credenti a subire violenza in nome di un maschilismo bieco e infame proveniente dal mondo tribale più che dalla nostra religione.

Le donne che si sono rivolte a noi sono il 40% italiane, il 30% marocchine, il 10% egiziane e il 10% pakistane. Il dato delle italiane è purtroppo per il 100% proveniente da donne che hanno vissuto o convissuto con uomini provenienti dal nord africa: dall’Egitto al Marocco.

Il 60% di queste donne si è rivolto per chiedere il divorzio e l’aiuto legale come quello delle assistenti sociali, che a differenza di come questi uomini vogliano inculcare nelle menti delle donne, non sono li pronti a togliere i figli ai bambini, anzi, vengono aiutate e portate in casa famiglie, al riparo dall’orco violento che si ostina a dire che la nostra religione non vuole questo, molto spesso aiutato dai falsi imam che popolano i centri islamici in Italia.

Il restante 30% di queste donne si rivolge a noi per maltrattamenti subiti dalla moglie insieme ai figli e spesso queste violenze sfociano all’abbandono della famiglia. Circa il 90% sono abbandoni nella propria patria, strappando i documenti della consorte e dei figli, in modo che questi non possano tornare in Italia e non possono agire per via legali, e solo una piccola parte, il 10% di questi abbandoni avviene in Italia.

Il restante 10% delle donne a noi rivolte lo ha fatto perché si trova in situazioni di povertà o richiede in aiuto di “sadaqa” alla comunità, e noi cerchiamo di dare una mano.

L’età varia dai 30 anni ai 60 anni, con una maggioranza superiore ai 35 per le donne sposate con figli e in media dai 30 ai 35 per le singole che si rivolgono a per le cause di divorzio islamico

I numeri che abbiamo sono presi dal nostro servizio “amicannisa“, il sito che cerca di dare una mano con competenza religiosa, legale umanitaria creato a fine 2019 per le donne musulmane in Italia.

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