Halal è la pronuncia della parola araba: حلال che significa lecito.

Indica tutto ciò che è lecito secondo la legge coranica per i musulmani. La leicità non è solo nell’alimentazione, ma anche nel modo di comportarsi, vestirsi e nel linguaggio, ed è in contrapposizione con il termine haram: حرام‎  illecito o proibito.

«Mangiate delle cose lecite e buone che la provvidenza di Dio v’ha donato, e siate riconoscenti, se Lui voi adorate! Ché Iddio vi ha proibito gli animali morti, e il sangue e la carne di porco, e animali macellati invocando nome altro da Dio. Quanto a chi v’è costretto, senza desiderio e senza intenzione di peccare, ebbene, Dio è indulgente e clemente».

(Qur’an, surat  l’Ape versi 114 – 115)

Con questi versetti si sancisce ciò che è lecito nell’alimentazione per un musulmano, e ciò che è illecito.

Vi sono varie definizioni di Halal, nella tradizione musulmana:

  • per la maggior parte dei musulmani la carne per essere lecita deve essere trattata con la macellazione rituale islamica e qualunque cibo non deve essere stato in contatto con sostanze illecite, per considerarsi halal. Queste regole nella sunnah, sono conosciute con il termine Dhabiha Halal;
  • vi è poi chi pratica la leicità del Bismillah, ossia che basta invocare il nome di Iddio (Bismillah al Rahman al Rahim) prima di mangiare e tutto diventa lecito. Questo tipo di leicità è non sicura e non vi è una tradizione o legge che ne sancisce bene le regole.

Per sancire che un prodotto, un cibo o una catena di produzione sia considerato lecito, bisogna che questi elementi siano soggetti a delle regole particolari che garantiscono ai fedeli la conformità degli stessi ai precetti religiosi.

Queste regole si compiono con la certificazione halal, compiuta da musulmani che conoscono tali precetti e gli standard di certificazione.

Il rispetto di queste regole per i fedeli, è un pilastro della religione musulmana ed è anche nel rispetto di queste regole che il fedele conferma la scelta religiosa compiuta.

La certificazione nei paesi musulmani è valida su tutti i beni e servizi: cibo, cosmetici, farmaceutici, abbigliamento, finanziari assicurativi, bancari e turistici.

Per la legislazione europea, la macellazione islamica, si configura quale deroga al Reg. (CE) n. 1099/2009 (Regolamento (CE) n. 1099/2009 del Consiglio, del 24 settembre 2009, relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento), entrato in vigore il 1º gennaio 2013. Il Regolamento, che impone una maggiore attenzione al benessere degli animali, conferma il diritto degli Stati membri di consentire una deroga all’obbligo dello stordimento preventivo l’abbattimento.

Per quanto riguarda l’Italia invece, le norme sono dettate da un decreto legge del 1980.

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