CS001: Inizio attività ANMI

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Oggi 11/07/2018, il presidente dell’associazione: Raffaello Yazan Villani ha comunicato, con l’accordo dei soci fondatori l’inizio attività di ANMI

COMUNICATO

L’Associazione Nazionale Musulmani Italiani formata da italiani musulmani e di coppie miste, vuole promuovere i principi della pace, dell’armonia e della fratellanza, tramite il dialogo interreligioso e attività sociali di volontariato, valorizzando il punto di vista dei musulmani italiani autoctoni. Infatti ANMI si predispone a dare voce a una realtà spesso trascurata, la realtà degli italiani musulmani autoctoni e delle coppie miste, che tra mille difficoltà non riescono a far emergere il loro punto di vista, i loro problemi e le loro necessità, in una realtà che li dovrebbe vedere assoluti protagonisti e principali interlocutori soprattutto in questo momento storico-culturale.

L’Associazione Nazionale  Musulmani Italiani vuole diffondere l’opinione degli italiani musulmani autoctoni e delle coppie miste dialogando tra i vari enti e associazioni, ed avere una rappresentanza di fronte alle istituzioni, promuovendo una via italiana all’Islam all’interno dello stato italiano, tenendo sempre in altissima considerazione il supporto fondamentale dei musulmani di origine straniera.

ANMI inoltre tende a fornire supporto anche ai cittadini italiani di religione musulmana, o italiani che per un motivo sono all’estero in paesi islamici, ma che vorrebbero in ogni caso dare la loro opinione sulla situazione interna alla madre patria. L’Associazione si sta ramificando in tutta Italia, avendo referenti nelle maggiori città italiane ed estere, riscuotendo notevole successo, soprattutto nel Centro-Nord Italia dove tantissimi italiani musulmani e coppie miste stanno richiedendo informazioni alla nostra Associazione.

Dichiarazioni del Presidente

Raffaello Yazan Villani:

“L’Associazione Nazionale Musulmani Italiani, nasce proprio come casa per i musulmani italiani e delle coppie miste.

Nazionale per l’attaccamento alla nostra cultura e alle nostre radici.

Stiamo progettando una proposta seria e concreta redatta da musulmani italiani competenti in materia, da presentare al ministero per il riconoscimento dell’Islam italiano. Chiedendo di avere una rappresentanza italiana musulmana nella società civile italiana e di promuovere un’Islam di matrice italiana gestito da italiani. Inoltre chiedono una maggiore considerazione nelle interazioni con le istituzioni, una maggiore considerazione all’interno della Associazioni Islamiche che si registrano in Italia, una maggiore democraticità nelle Associazioni e una maggiore trasparenza nella gestione dei fondi. Vogliamo sfatare il mito dell’Islam=Arabo, siamo italiani e chiediamo di avere il posto che ci compete. Sulla notizia che è circolata sulla mia persona, fu un fraintendimento, fortunatamente chiarito, inoltre vorrei spiegare una situazione che troppo tempo e stata in sospeso, il mio collegamento con l’Università Islamica. Ci tengo a spiegare il mio ruolo all’interno di questo progetto e con il suo promotore. Il mio unico coinvolgimento era esclusivamente lavorativo, infatti io ero solo l’informatico-programmatore che ha realizzato il sito web dell’Università Islamica e curavo la continua manutenzione e le parti social. Solo ed esclusivamente questo. Non ero il segretario, ruolo che qualcun altro mi ha attribuito, non avevo collegamenti con le ipotetiche fonti di finanziamento, non avevo nessuna idea da chi o da dove dovevano giungere questo ipotetico finanziamento. Successivamente alle mie continue richieste di pagamento del lavoro svolto e che continuavo a svolgere, lavoro che non mi è mai stato retribuito, infatti non ho mai percepito nessun tipo di stipendio o rimborso spese,e vedendo che il mio insistente sollecito al pagamento mai ricevuto per il lavoro svolto, decisi di mia totale e spontanea iniziativa di allontanarmi dal promotore.

Punti programmatici

1) Maggiore democraticità nelle associazione musulmane;

2) Maggiore coinvolgimento della presenza italiana nel diretto di associazioni musulmane che si dichiarano apertamente italiane, poiché spesso non figura la presenza nel direttivo di una figura italiana;

3) Maggiore trasparenza nella gestione della risorse della sala di preghiera/moschea;

4) Maggiore rotazione del Direttore/Presidente di Associazione Musulmana, in modo da non accentrare sempre le decisione su un’unica o gruppi di persone;

5) Maggiore coinvolgimento delle scelte che riguardano la moschea della comunità musulmana locale;

6) Riconoscimento delle due feste dell’ Eid;

7) Diffusione del Sermone in lingua italiana e araba in tutta Italia;

8) Valorizzazione della figura dell’italiano musulmano autoctono negli incontri interreligiosi;

9) Maggiore supporto agli italiani che vivono nei Paesi musulmani;

10) Piccole aree cimiteriali per musulmani italiani

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