ANMI emette Comunicato Stampa e dichiara la piena solidarietà a Sara per ciò che è accaduto il giorno 27 Maggio a Trento, dove una donna appartenente all’Arma dei Carabinieri ha abusato  della sua divisa costringendo Sara a spogliarsi completamente per una perquisizione corporale, di cui la stessa, come il collega non hanno rilasciato nessun verbale di avvenuta perquisizione.

ANMI chiede per Sara “al più presto il giusto dovuto per il danno arrecatogli dall’arroganza e dall’abuso di potere di una donna appartenente all’Arma dei Carabinieri”.

Fa  appello ai vertici dell’Arma dei Carabinieri “Per questo chiediamo al Comandante Generale dei Carabinieri Teo Luzi, al Colonnello Simone Salotti, diretto superiore della Carabiniera, di prendere seri ed esemplari provvedimenti per l’accaduto.”

Sapendo che il carabiniere è stato sempre una figura amata e rispettata dalla popolazione italiana e che gli stessi hanno avuto sempre un buon comportamento con noi: “Siamo consci che questo comportamento non appartiene alla forza militare cui tutti noi facciamo affidamento e ringraziamo per tutto il lavoro svolto nella salvaguardia dei cittadini italiani.”

Comunicato Stampa dell’Associazione che sostiene la sorella Sara Arrigoni  Qasmi per l’accaduto del 27 Maggio, dove veniva sottoposta a perquisizione non consona e fuori ogni rispetto della persona da parte di una donna carabiniere.

Qui è linkato l’accaduto: clicka per leggere

 CS026_Sostegno_SaraArrigoniQasmi

 

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