Abbiamo aiutato un’altra donna ad ottenere ciò che gli era stato vietato: l’annullamento

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Noi di ANMI siamo riusciti con l’aiuto di Dio, e dei sapienti che fanno parte del nostro CGMI (Consiglio Giuridico Musulmani Italiani) a emettere un’altra sentenza di annullamento di matrimonio, in precedenza negata in particolare da un imam (fai da te), che disse le testuali parole alla sorella: “Non posso farlo perché io sono imam per hobby!”. Per noi di ANMI l’Islam non è un hobby, come non lo sono i problemi dei nostri fratelli e sorelle.

Abbiamo cercato di poter risolvere il caso riappacificando, ma da parte dell’uomo non c’è stata nessuna collaborazione, anzi il tipo ci ha accusati di non essere quello credenti e di farci da parte perché non contiamo nulla, solo lui può, gli altri no.

Ora noi di ANMI diciamo che noi, con l’aiuto di Dio e la nostra nyya(intezione) di fare del bene siamo riusciti ad ottenere secondo le leggi della shari’ah ciò che c’era di meglio per la salute della nostra sorella, sottoposta a vessazioni inimmaginabili da questo personaggio.

Non certo siamo fieri di questo, dare un annullamento non è una cosa da esserne orgogliosi, ma almeno siamo riusciti a liberare una sorella da situazioni non gradevoli, riportando, speriamo, un pò di luce nel suo futuro.

In questi giorni, abbiamo anche dato l’aiuto ad un’altra sorella, anche lei italiana, la disponibilità riuscita di fare un divorzio consenziente con il marito,e le abbiamo dato il supporto necessario con la nostra documentazione ed esperienza.

Noi di ANMI saremo sempre a difesa della donna musulmana a priori.

A difesa della sua stabilità, integrità, osservanza e buona fede.

Sempre!

Questo è uno dei principi fondamentali di ANMI, e il nostro presidente, sue testuali parole:”Ne farò sempre il porta voce e porta bandiera di questo principio di ANMI”.



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