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“Mentre stavo cenando, ricevo sul gruppo degli amici di ANMI su whatsApp, l’avviso di un servizio su Italia1 delle Iene che parlava di un imam che faceva cose assurde. Chiedo ai fratelli e sorelle dell’accaduto e se avessero notizie sulla sua veridicità, poiché spesso s’infanga la nostra religione.

Si discuteva nel gruppo e, mi arriva un messaggio in privato da parte di una sorella che mi dice di voler parlare con me. Rispondo ed ascolto i suoi messaggi che, mi lasciano incredulo e arrabbiato della conferma di quegli atti osceni e sporchi, che quel tizio aveva compiuto realmente. Contrariato anche per il fatto che una simile realtà, sia venuta a galla solo grazie ad una trasmissione televisiva e non dal dialogo all’interno della comunità islamica.”

Questo in breve ciò che Raffaello Yazan Villani rilascia dell’accaduto. Successivamente, la sorella manda i suoi messaggi vocali, dove spiega l’accaduto, è immediatamente convocato il direttivo, che a conoscenza di tali fatti, approva la presa di posizione dell’associazione.

Tutti noi, del Direttivo, consigliamo ai musulmani residenti in Italia di allontanarsi in modo definitivo da quel personaggio che infanga la nostra religione e la mette in cattiva luce, offendendo l’onorabilità delle nostre sorelle; chiediamo, inoltre, a tutte le musulmane che hanno subito tali abusi e a tutti quelli che ne sono a conoscenza di questi incresciosi atti, di mettersi in contato con noi e farsi avanti, come ha fatto la coraggiosissima sorella, per agire e chiedere giustizia contro chi sfrutta la sua posizione religiosa, senza averne il diritto e le capacità per i propri malsani interessi.

Il Presidente commenta: “Questa è una cosa che non transigo assolutamente, un falso ipocrita personaggio possa occupare il posto d’imam e distruggere con le sue stupide e oscene azioni, una religione che non ammette assolutamente tale comportamento.

Come non ammetto il silenzio dell’intera comunità, che con la scusa dell’appartenenza allo stesso paese, nasconde le azioni cattive del compaesano affermando che tali divulgazioni potrebbero mettere in cattiva luce l’Islam.

Questa è solo ipocrisia e ignoranza, che io da musulmano italiano, non accetto assolutamente.”

Il Direttivo chiede fermamente che ci sia un tavolo d’incontro per appianare le divergenze con lo Stato Italiano, e avere finalmente un riconoscimento della nostra fede per ovviare a situazioni incresciose come questa.



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