Grave atto di discriminazione verso una Musulmana

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http://www.anmita.it/news/2018/12/14/grave-atto-di-discriminazione-verso-una-musulmana/
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Nella giornata di ieri (25/09/2018) è successo un fatto gravissimo e increscioso, di intolleranza religiosa accaduto nella pubblica amministrazione, in ambito sanitario. Un membro del nostro direttivo(ANMI), ha subito una violenza morale e una forte discriminazione poiché professa liberamente la fede musulmana, accaduto a una donna e mamma musulmana.

Il fatto si è svolto presso una struttura ospedaliera ubicata nella Città di Palermo. Un medico proveniente dal Nord Italia, ha offeso pesantemente e “cacciato” la nostra dirigente, ‘Aisha, con estrema arroganza e violenza da un’area riservata agli operatori sanitari (‘Aisha ha il diritto di stare all’interno, poiché lavora come operatrice sanitaria), con l’unica motivazione dell’intolleranza religiosa.

Il medico in questione affermava che persone come lei, non hanno il diritto di essere in quel posto e mai ci sarebbero dovute essere, continuando ripetutamente a insultarla per via del velo e poiché era una straniera. ‘Aisha per non creare disagi è uscita sconvolta dalla stanza, e subito un collega ha chiesto alla donna italiana come mai era in quello stato. Spiegando l’accaduto, il collega ha ripreso il medico che continuava a offendere e intimidire ‘Aisha.

A questo punto il collega di ‘Aisha ha immediatamente informato il Primario del reparto, il quale ha immediatamente convocato tutto il personale presente nella sala dove sono accaduti i fatti, ed ha espressamente fatto capire che in ambito sanitario, non c’è distinzione di colore, etnia o religione, e che la dignità umana va al di là di tutto, e che mai più questi atti debbano compiersi nel suo e in tutti gli ospedali d’Italia, esonerando immediatamente dal corso il medico lombardo e confermando la fiducia e la stima acquisita durante il corso del tempo, verso la nostra dirigente.

Tutto il personale sanitario si è stretto attorno ad ‘Aisha per fare sentire la sua umanità. Le scuse del medico lombardo sono giunte in forma privata nella giornata di oggi, nonostante l’espulsione dal corso.

Il presidente di ANMI sull’argomento si espresso in maniera decisa e forte contro le intolleranze di qualunque tipo: ”Quello che è accaduto ieri, dimostra come poco siano informati gli italiani sull’Islam, considerando una donna velata esclusivamente straniera e non italiana come loro stessi, e ancora convinti che il binomio musulmano = violenza sia veritiero.

Un caso isolato, per fortuna, ma che non dovrà ripetersi, l’umanità ha vinto l’intolleranza, la reciproca conoscenza aiuta ad abbattere i muri della diffidenza. La nostra sorella, ha dato chiara evidenza al messaggio che noi proponiamo e vogliano far conoscere con la nostra opera.

Ho sentito oggi ‘Aisha al telefono, e mi ha rassicurato della sua situazione, confermando la sua richiesta di scuse private e non pubbliche, verso il medico.”

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